Remarketing: cos’è e come funziona e quali vantaggi offre

REDAZIONE MAGNEWS
Un utente visita il tuo sito, consulta una pagina prodotto, aggiunge un articolo al carrello ma interrompe l’acquisto. Oppure si registra a un webinar senza partecipare o scarica un contenuto senza compiere ulteriori azioni. In tutti questi casi il percorso non è necessariamente concluso: con una strategia di remarketing puoi riattivare l’interesse dell’utente e accompagnarlo verso la conversione.
Il remarketing è una tecnica di marketing che permette di coinvolgere nuovamente persone che hanno già interagito con il tuo brand, ma non hanno completato l’azione desiderata. Attraverso i dati raccolti durante le interazioni con il sito web, le email o altri touchpoint digitali, è possibile creare comunicazioni personalizzate e pertinenti, aumentando le probabilità di trasformare un interesse iniziale in un risultato concreto.
Le strategie di remarketing possono essere applicate su diversi canali, dagli annunci pubblicitari alle campagne di email marketing, fino ai flussi di marketing automation. Ad esempio, un utente che ha visitato una pagina prodotto senza acquistare può ricevere un’email con contenuti di approfondimento, un promemoria sul carrello abbandonato oppure un’offerta dedicata.
In questo articolo vedremo cos’è il remarketing, come funziona, quali sono le differenze rispetto al retargeting e perché rappresenta uno strumento strategico per migliorare engagement, conversioni e fidelizzazione.

Come funziona il remarketing?
Il remarketing si basa sulla raccolta e sull’utilizzo dei dati generati dalle interazioni degli utenti con un brand. Ogni visita al sito, apertura di un’email, download di un contenuto o acquisto può diventare un segnale utile per creare comunicazioni personalizzate e pertinenti lungo il customer journey.
Per raccogliere queste informazioni vengono utilizzati strumenti di tracciamento come pixel, tag e sistemi server-side, oltre ai dati di prima parte (first-party data) provenienti dal CRM, dalle piattaforme di marketing automation o dalle interazioni dirette degli utenti. Con la progressiva eliminazione dei cookie di terze parti e l’attenzione crescente alla tutela della privacy, le strategie di remarketing si basano sempre più su dati proprietari raccolti con il consenso degli utenti.
Una volta raccolti i dati, gli utenti vengono segmentati in liste di remarketing in base ai comportamenti compiuti: ad esempio chi ha visitato una determinata pagina, aggiunto un prodotto al carrello senza completare l’acquisto, scaricato un contenuto o interrotto il processo di registrazione. Questa segmentazione consente di creare campagne altamente personalizzate, adattando messaggi, offerte e contenuti alle esigenze e al livello di interesse di ciascun utente. Le comunicazioni possono essere poi distribuite attraverso diversi canali, come piattaforme pubblicitarie (ad esempio Google Ads e Meta Ads), campagne di email marketing o workflow di marketing automation.
L’efficacia del remarketing non dipende quindi soltanto dalla tecnologia di tracciamento, ma dalla capacità di utilizzare i dati raccolti per offrire comunicazioni tempestive, rilevanti e coerenti su tutti i punti di contatto con il cliente.
Remarketing e retargeting: quali sono le differenze?
Sebbene i termini remarketing e retargeting vengano spesso utilizzati come sinonimi, indicano due strategie che presentano alcune differenze.
Il retargeting consiste nel raggiungere nuovamente utenti che hanno già visitato un sito web o interagito con un’applicazione, mostrando loro annunci pubblicitari personalizzati su piattaforme come Google Ads, Meta Ads o altri network display. L’obiettivo è mantenere vivo l’interesse verso un prodotto, un servizio o un brand e incentivare l’utente a tornare sul sito per completare un’azione, ad esempio un acquisto o una richiesta di contatto.
Il remarketing, invece, ha un significato più ampio. Oltre alla pubblicità online, comprende tutte le attività di ricoinvolgimento basate sui dati raccolti durante il customer journey. Le comunicazioni possono essere veicolate attraverso diversi canali, come email marketing, SMS, notifiche push, campagne pubblicitarie e workflow di marketing automation, con contenuti personalizzati in base al comportamento e agli interessi dell’utente.
Ad esempio, un e-commerce può utilizzare il retargeting per mostrare un annuncio a chi ha visitato una scheda prodotto senza acquistare. La stessa azienda può invece attivare una strategia di remarketing inviando un’email con un promemoria del carrello abbandonato, suggerendo prodotti correlati oppure offrendo un incentivo all’acquisto all’interno di un flusso automatizzato.
In altre parole, mentre il retargeting si concentra prevalentemente sulla pubblicità online, il remarketing adotta un approccio omnicanale, sfruttando i dati di prima parte e la personalizzazione per accompagnare il cliente lungo tutto il percorso di acquisto e costruire una relazione duratura con il brand.
Un esempio pratico di remarketing
Volendo fare un esempio pratico, un’azione di remarketing può essere strutturata in questo modo.
Un brand di abbigliamento sportivo lancia una nuova collezione dedicata al running. Un utente visita il sito, consulta alcune schede prodotto e aggiunge una giacca tecnica al carrello, ma interrompe l’acquisto prima di completare il pagamento.
Da questo momento entra in gioco il remarketing.
Il sistema registra il comportamento dell’utente e lo inserisce in un segmento dedicato ai visitatori che hanno abbandonato il carrello. In base alle regole definite dall’azienda, viene quindi attivato un flusso di comunicazione personalizzato.
Dopo qualche ora l’utente riceve un’email che gli ricorda i prodotti lasciati nel carrello, con un link diretto per riprendere l’acquisto. Se non completa l’ordine, nei giorni successivi potrebbe visualizzare annunci personalizzati su Google o sui social network che mostrano la stessa giacca oppure prodotti complementari, come scarpe da running o accessori tecnici.
Il brand, inoltre, può inviare un’ulteriore comunicazione con un incentivo, ad esempio la spedizione gratuita o uno sconto limitato nel tempo, aumentando così le probabilità di concludere l’acquisto.
In questo esempio il remarketing non consiste in una singola azione, ma in una strategia coordinata che combina dati, segmentazione, marketing automation ed email marketing per accompagnare l’utente lungo il customer journey con comunicazioni pertinenti e tempestive.
I vantaggi del remarketing
Il remarketing è una strategia particolarmente apprezzata perché permette di instaurare un dialogo continuo con utenti che hanno già mostrato interesse verso un brand.
Tra i principali vantaggi del remarketing troviamo:
- Aumentare le conversioni: ricontattare utenti che hanno già visitato il sito, abbandonato un carrello o interagito con un contenuto consente di recuperare opportunità di vendita che altrimenti andrebbero perse.
- Migliorare l’engagement: messaggi personalizzati e inviati nel momento giusto mantengono vivo l’interesse degli utenti, rafforzando il rapporto con il brand e favorendo nuove interazioni.
- Personalizzare l’esperienza del cliente: grazie alla segmentazione del pubblico, ogni utente può ricevere contenuti, offerte o suggerimenti coerenti con i propri interessi e con la fase del customer journey in cui si trova.
- Ottimizzare gli investimenti di marketing: concentrando le campagne su persone che hanno già dimostrato interesse, è possibile utilizzare il budget in modo più efficiente rispetto ad azioni rivolte a un pubblico completamente nuovo.
- Favorire la fidelizzazione: il remarketing non serve solo ad acquisire nuovi clienti, ma anche a mantenere il rapporto con quelli esistenti, promuovendo acquisti ripetuti, attività di cross-selling e upselling e una relazione più duratura con il brand.
Piattaforme e strumenti per il remarketing
Per realizzare campagne di remarketing efficaci non basta scegliere una piattaforma pubblicitaria, ma è fondamentale disporre di strumenti che permettano di raccogliere i dati degli utenti, segmentarli e orchestrare comunicazioni personalizzate sui diversi canali.
Tra le principali piattaforme utilizzate per il remarketing troviamo:
- Google Ads, che consente di raggiungere gli utenti attraverso la rete di ricerca, la rete Display, YouTube e altri siti partner, creando campagne basate su specifici comportamenti, come la visita a una pagina prodotto o l’abbandono del carrello.
- Meta Ads, che permette di pubblicare annunci personalizzati su Facebook, Instagram e Messenger, sfruttando il Meta Pixel e soluzioni di tracciamento evolute come la Conversions API per creare segmenti di pubblico e misurare le conversioni.
- LinkedIn Ads, particolarmente indicato per il mercato B2B, grazie alla possibilità di creare campagne rivolte a professionisti e aziende sulla base di caratteristiche come ruolo, settore, dimensione dell’impresa o anzianità lavorativa.
Tuttavia, gli strumenti pubblicitari rappresentano solo una parte della strategia. Per ottenere risultati migliori è importante integrare i dati provenienti dal sito web, dal CRM, dalle campagne email e dagli altri touchpoint digitali, costruendo una visione unificata del cliente.
In questo contesto, le piattaforme di marketing automation permettono di centralizzare i dati di prima parte, segmentare automaticamente il pubblico e attivare workflow personalizzati che coordinano email, campagne advertising e altri canali di comunicazione. In questo modo il remarketing diventa una strategia omnicanale, capace di accompagnare ogni utente lungo il percorso d’acquisto con messaggi pertinenti, tempestivi e coerenti con le sue esigenze.

Remarketing ed email marketing: una strategia vincente
Il remarketing esprime tutto il suo potenziale quando viene integrato con una strategia di email marketing e marketing automation. Limitarsi a mostrare nuovamente un annuncio a chi ha visitato il sito può essere efficace, ma spesso non è sufficiente per accompagnare l’utente verso la conversione.
L’email marketing aggiunge un livello di personalizzazione e continuità che la sola pubblicità difficilmente riesce a garantire. Ogni comunicazione viene inviata nel momento più opportuno e in base al comportamento reale dell’utente, aumentando le probabilità di instaurare una relazione di valore e trasformare un interesse iniziale in un acquisto.
Per ottenere risultati concreti, però, è fondamentale disporre di dati affidabili e di una segmentazione evoluta. Centralizzare le informazioni provenienti da sito web, CRM, campagne email e altri touchpoint consente di costruire una vista unica del cliente e di orchestrare comunicazioni coerenti lungo tutto il customer journey. Con la Customer Data Platform di magnews puoi raccogliere, unificare e valorizzare i dati di prima parte per creare segmenti dinamici e attivare esperienze personalizzate su tutti i canali.
Oggi fare remarketing non significa semplicemente “inseguire” chi ha visitato il tuo sito: significa costruire esperienze personalizzate che trasformano ogni interazione in un’opportunità di conversione e fidelizzazione.
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